L’Angolo del Cappellaio Matto: dai chapelliers de coton ai baretari

Cari Amici e appassionati di cappelli, eccoci di nuovo nell’Angolo del Cappellaio Matto, pronti a scoprire nuovi aneddoti e altre curiosità sui nostri amati accessori!

il cappellaio matto 3 1Come vi ho raccontato al primo appuntamento di questa rubrica, il termine Cappello deriva dalla parola latina Cappa, che a sua volta indica un mantello con un cappuccio che venne utilizzato, dall’alto medioevo in poi, da uomini e donne, nonché – in particolare – da monaci e clerici.

Con il passare degli anni, la parola assunse il significato di cappuccio, ad indicare il copricapo che poteva essere staccato dal mantello ed indossato separatamente da esso. Nelle città medioevali di mezza Europa, a partire dall’anno Mille, si diffusero gli almuzi, cappucci con un lembo cadente su una spalla.

Proprio di questi anni sono le prime notizie di fabbricanti di cappelli: nel 1292, in Francia, nascono i chapelliers de coton, mentre a Venezia già dal 1281 si ha notizia dei baretari!

Per tutto il medioevo, quindi, il copricapo più diffuso fu questo particolare cappuccio, nel quale il materiale con cui era fabbricato (lana, feltro o pelliccia), e le pietre e i ricami con cui era adornato, erano un segno distintivo della classe sociale a cui apparteneva chi lo indossava.

 

La moda italiana del ‘400 impose, per le classi più abbienti, una berretta, detta caiola, di velluto rosso, ornata di nastri, perle e gioielli. Molto diffuso fu anche un berretto di velluto nero, ornato di gioielli, fermagli, vetrini colorati, perline, bottoni e molto altro.

Ed è proprio negli ultimi decenni del medioevo che il cappello a falda larga assunse un ruolo sempre più importante nelle classi sociali e la moda iniziò a considerarlo un vero e proprio must.  Tra i nobili il cappello divenne un oggetto da sfoggiare, da valorizzare al massimo e sul quale potersi sbizzarrire!

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Accanto ai cappucci e ai berretti, alla fine del XIV secolo iniziarono a diffondersi elaborati cappelli fabbricati in Francia, a tesa larga e realizzati con materiali pregiati quali castoro, seta, paglia fina e foderata.

I cappelli di questo periodo si rifanno all’architettura gotica, motivo per cui presentano estremità aguzze e falde larghe, anche in funzione – ebbene sì – di ombrelli.

 

 

Il cappello, quindi, è ormai diventato un elemento legato in modo indissolubile alla moda e alle vicissitudini socio culturali delle popolazioni…